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 "Schifano. 1934-1998" in mostra allo Gnam Arte. Galleria nazionale d'arte moderna. Fino al 28 settembre'08.
"Una
mostra su Schifano, contro Schifano, attraverso Schifano", così Achille
Bonito Oliva definisce la prima retrospettiva che a Roma celebra
l'artista a dieci anni dalla scomparsa. "Schifano. 1934-1998", questo
il titolo dell'esposizione realizzata in collaborazione con l'Archivio
Schifano e allestita alla Galleria nazionale d'arte moderna da domani
al 28 settembre, è interamente dedicata a quello che Bonito Oliva
chiama "il mio nemico più intimo", mettendo in evidenza il rapporto
critico-artista che lo legava a Schifano.Con più di 130 opere
tra dipinti e disegni, la mostra ripercorre l'avventurosa vita di
Schifano decennio dopo decennio, attraverso quaranta anni di arte che
lo hanno visto precursore delle avanguardie artistiche e della pop art,
rinnovatore dell'arte internazionale e, già negli anni Sessanta, uno
degli artisti della scuderia della grande gallerista americana Ileana
Sonnabend. L'allestimento si apre con le prime opere degli anni
Cinquanta, perlopiù inedite, proseguendo attraverso i cicli tematici
progressivi (monocromi, incidenti, paesaggi) fino a sconfinare nel
linguaggio multimediale.Tra i primi a sperimentare innesti tra
pittura e altre forme d'arte come musica, video, fotografia, l'ultimo
periodo della produzione di Schifano è particolarmente segnato dai
media e dalla multimedialità. L'ultima sezione della mostra "Schifano.
1934-1998" espone i disegni dell'artista e presenta, per la prima
volta, la cartella grafica realizzata per il poeta Frank O'Hara e le
polaroid. Chiude la mostra il montaggio dei film di Shifano, a cura di
Luca Ronchi. Insomma, c'è tutto Schifano in questa grande esposizione
"che vuole rendere giustizia a un artista nella sua interezza", ha
sottolineato la sovrintendente alla Galleria nazionale d'arte moderna
Maria Vittoria Marini Clarelli. E c'è anche lui, Schifano, evocato non
solo dalle sue opere ma anche dalle grandi fotografie esposte lungo il
percorso."Schifano creava spinto dal bisogno o dal desiderio e
questa cosa lo rende un artista assolutamente moderno. Pochi sanno - ha
ricordato Achille Bonito Oliva - che Schifano e Pistoletto furono i
primi artisti ad avere un contratto con la gallerista americana Ileana
Sonnabend, ma che Mario non si presentò all'inaugurazione della sua
mostra parigina, rompendo così il contratto. Ileana, però, mi ha
confessato di sentire ancora la mancanza di Schifano. Ma lui era così,
un uomo senza calcoli. E non era superficiale, ma superficilista:
faceva tutto di corsa, sotto la spinta dell'urgenza di voler fermare
nella forma l'impulso creativo".Del "don Giovanni della
pittura", come lo definisce ancora Bonito Oliva, in mostra è esposta
anche la riproduzione della camera da pranzo l'artista che realizzò per
Gianni Agnelli nel 1968. "In pieno periodo di contestazione - ha
sottolineato il critico d'arte e curatore della mostra - lui realizzò
quest'opera per colui che rappresentava l'emblema stesso del
capitalismo". Tra le altre opere esposte c'è anche "La chimera", che
Schifano realizzò pubblicamente, a Firenze nel 1985, su un palco
allestito all'aperto e davanti a 5mila spettatori che, dopo circa
cinque ore del lavoro iniziato alle otto di sera, accolsero con un
lungo applauso l'opera finita.(fonte: Adnkronos Cultura) Galleria nazionale d'arte modernaViale delle Belle Arti, 131 00196 Rome, Italy Tel. 0039 06 322981 www.gnam.beniculturali.it/
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